L'Ottocento


di Gino Anchisi.

Con la collaborazione del gruppo di lavoro sulla cronologia comparata 1700-1900 <www.camillocavour.com>: Anna Migliore, Irma Genova, Natalina Vaschetti, Sabrina Chiesa, Franco Bordin, Franco Mazzone.

Da Santena, la città di Camillo Cavour, 27 gennaio 2021.

L'Ottocento in Europa è figlio dell'incontro tra l'Illuminismo e il Cristianesimo sociale.

Le accademie, le università e le scuole nel Settecento in tutta Europa hanno creato una solida rete culturale a livello continentale orientata al progresso.

In tutta Italia cresce una filiera scientifica-tecnologica che man mano si diramerà nella Provincia rurale influenzando lo sviluppo delle comunità.

I Congressi degli Scienziati italiani svolgeranno un ruolo fondamentale contribuendo alla formazione di una comunità scientifica che può vivere con mezzi propri.

Si creano le basi dell'istruzione tecnica e dell'innovazione nella chimica, metallurgia, mineralogia, siderurgia, editoria, tipografia, architettura, finanza, ingegneria, idraulica, balistica, termologia, utensileria, tintoria, molitura, filatoria, tessitura, botanica, agricoltura, astrologia, elettromagnetismo.

Nell'Ottocento la popolazione mondiale raddoppia passando da circa 1 miliardo a 2 miliardi.

L'Ottocento è il secolo in cui entrano nella scena sociale italiana ed europea ceti emergenti portatori di nuovi interessi.

Nasce una nuova aristocrazia composta da nobili convertiti all'imprenditorialità e da lavoratori tecnici, artigiani, operai, contadini, mezzadri, commercianti, impiegati e liberi professionisti che, producendo la ricchezza dello Stato rivendicano rappresentanza nelle istituzioni, diritto alla proprietà, riorganizzazione dei poteri, libertà di iniziativa sociale, economica e professionale.

Questi nuovi soggetti sono i protagonisti del Risorgimento.

La presenza dei ceti produttivi formati da lavoratori e imprenditori agricoli e industriali, smentisce la tesi che l'Unità d'Italia sia stato un processo voluto e realizzato da una ristretta élite di nobili, militari e di parte del clero.

L'Ottocento per gli Italiani comporta un generale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro rispetto al secolo precedente.

La tubercolosi, il vaiolo, il tifo, il colera, il gozzo, le ferite infette, la rabbia, l’appendicite, la fame e la fatica mietono ancora molte vittime.

Certo molti soffrono ancora di freddo, geloni e miseria.

Ma ai loro occhi il futuro, e quello dei loro figli e nipoti, appare migliore del loro passato e del loro presente.

La vita e il lavoro delle persone registra una rapida trasformazione.

Alle fonti di energia tradizionali: umana, animale, idrica e da legname, si aggiungono il carbone e il gas, ma decisiva per l'Italia sarà l'energia elettrica.

Alla fine del secolo compare ancora una nuova fonte: il petrolio, destinato a incidere profondamente sulla scena delle politiche energetiche e sulla rivoluzione della mobilità delle persone e delle merci avvenuta con l'automobile e il camion a motore a scoppio.

La rivoluzione industriale vede la Penisola in ritardo.

La scarsità della legna, conseguente al crescente consumo umano e industriale e soprattutto la mancanza di carbon fossile e i costi del suo trasporto, se da un lato stimoleranno la scienza idraulica e l'uso dell'aria compressa, dall'altro rallentano lo sviluppo delle industrie e la produzione di manufatti e beni strumentali.

Il carbone bianco, energia elettrica prodotta dall'acqua, dall'ultimo ventennio dell'Ottocento in avanti, sarà il fattore di svolta per lo sviluppo delle industrie nelle vallate alpine e appenniniche. Grazie a Galileo Ferraris (1847-1897), erede degli studi sull'elettricità del Settecento e dell’Ottocento, l'Italia si collocherà all'avanguardia a livello mondiale nella ricerca e poi nell'industria idroelettrica. Il Paese, povero di carbone, ma ricco di acque finalmente può disporre di una fonte di energia a basso costo, non inquinante ricorrendo alla forza idraulica che muove un generatore elettrico. Energia pulita e trasportabile che troverà applicazione nell'illuminazione e nell'industria e che entrerà, man mano, in tutte le aziende e nelle case degli Italiani.

Nella società assunsero un ruolo le nuove professioni.

L'emersione di nuove categorie sovvertirà i precedenti equilibri sociali. Significative in Italia e nel nostro territorio saranno le stagioni degli espropri di proprietà terriere realizzate durante l'occupazione francese nei primi anni del secolo e successivamente quelle realizzate dal Regno di Sardegna in epoca cavouriana e quindi quelle dell'Italia unificata. La vendita dei beni espropriati creerà, a seconda delle aree regionali, dei ceti terrieri formati da nobili, uomini delle professioni private o pubbliche, contadini proprietari, mezzadri, operai e lavoranti che si inseriscono in modi differenti nei contesti comunitari in cui operano, lavorano e producono.

L'Ottocento è il primo secolo in cui entra in scena la concorrenza tra le imprese e tra le persone. Concorrenza significa innovazione, ricambio nelle posizioni acquisite, mobilità nella scala sociale. E’ il secolo in cui si verifica un rapido cambiamento del lavoro e delle produzioni. Un mutamento determinato dalla rivoluzione tecnologica, scientifica e istituzionale.

Alla metà dell'Ottocento sulla scena mondiale ci sono sette superpotenze: il Regno Unito, la Francia, l'Austria, la Russia, la Turchia, la Prussia e gli Stati Uniti d'America. I primi cinque sono Imperi.

L’Ottocento è però il secolo del nazionalismo, un sentimento corroborato naturalmente dal patriottismo che cresce entro i confini di uno Stato man mano che i molteplici e differenti interessi dei cittadini trovano a livello sociale un loro equilibrio. Sentimento che però ben presto diventerà elemento politico di supremazia sugli altri mettendo in luce i suoi anacronismi. Il processo di globalizzazione stimolerà lo scontro tra nazionalismi patriottici ed evolverà prima nella soluzione imperialista eurocentrista a scapito del Resto del Mondo, escluso il Nord America. Poi troverà i suoi sbocchi nei conflitti tra Stati Europei e in conflitti mondiali tra i quali: le guerre napoleoniche, la guerra dell'Oppio, la guerra di Indipendenza indiana, la guerra di Crimea, la guerra d'Ìndipendenza italiana, la guerra di Secessione degli Stati Uniti.

La guerra di Crimea avrà una dimensione mondiale che Cavour ben individua quando farà riferimento alla competizione sui mari tra il Regno Unito e la sua ex colonia, gli Stati Uniti.

La Crimea aprirà nuovi orizzonti mondiali (Canale di Suez, Porto di Genova e Tunnel del Frejus) in cui troverà collocazione la realizzazione di uno nuovo stato unitario nel cuore del Mediterraneo e dell'Europa: l'Italia.

L'Ottocento è il secolo della ricerca applicata alla tecnologia, ai processi produttivi e al lavoro umano. Dell'industrializzazione e delle fabbriche a ciclo continuo. Del lavoratore dell'industria, specializzato e non specializzato. Dell'energia prodotta meccanicamente con motori a vapore, elettrici e a scoppio. Della meccanizzazione e della chimica in agricoltura.

Della produttività che pone al centro della società gli imprenditori e i lavoratori.

E' il secolo delle Costituzioni che trasformano la maggioranza delle persone da servi in cittadini. Della legge che tutela la proprietà dei Particolari. Dei vaccini. Della scolarizzazione di massa. Della fotografia. Dei giornali. Della separazione dei poteri e della divisione dei ruoli tra lo Stato di diritto e la fede religiosa.

Delle istituzioni elettive e della democrazia rappresentativa, del principio "No taxation without representatìon".

L'Ottocento, grazie al treno, le navi a motore e il telegrafo, è il secolo della velocità nella mobilità delle merci, delle persone e delle informazioni.

Le materie prime di tutto il Mondo raggiungono più velocemente il mercato europeo.

Nell'Ottocento lo spazio e il tempo si comprimono rispetto ai secoli precedenti. Il Globo assume una dimensione più ridotta. La ferrovia, la scuola, le navi, il telegrafo, l'agricoltura, i mulini, i canali irrigui, i vaccini, la medicina, la chirurgia, l'assistenza, le infrastrutture, le industrie, l'emigrazione, le fonti energetiche, i servizi pubblici sono i pilastri del nascente welfare degli Stati. L'istruzione e la formazione professionale sono elementi per incrementare la produttività del lavoro privato e pubblico e per aprire nuovi orizzonti alle persone.

L'Ottocento è il secolo in cui gli Italiani lavorano e producono la ricchezza che consente al Paese di collocarsi saldamente nel contesto dell'Europa Occidentale e Mediterranea.

Nel Gran Tour gli stranieri scoprono che l'Italia non è solo terra straordinaria per le opere d'arte, il paesaggio e il clima, ma è fantastica per i prodotti della sua agricoltura e per i suoi cibi.