La Questione Romana


I rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa tra il 1860 e il 1929

di Irma Genova

La Questione Romana inizia ufficialmente nel mese di marzo del 1860.

11 e 12 marzo 1860 – Si svolge il primo Plebiscito per l’annessione delle Romagne, dei ducati di Modena e Reggio, del ducato di Parma e Piacenza e del granducato di Toscana. Le annessioni vengono formalizzate tra il 18 e il 22 marzo.

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Nel plebiscito dell'11 e 12 marzo 1860 gli elettori dovevano scegliere tra questi due quesiti

26 marzo 1860 – Pio IX scomunica i governanti responsabili dell’annessione al Regno di Sardegna dei legati pontifici (Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì).

Nei mesi successivi, grazie alla Spedizione dei Mille, vengono annesse anche le province siciliane e napoletane, insieme a Umbria e Marche.

17 marzo 1861 – Viene proclamato ufficialmente il Regno d’Italia.

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Vittorio Emanuele II si reca a Palazzo Madama per l’apertura del primo Parlamento del Regno d’Italia

25 marzo 1861 – Camillo Cavour pronuncia il celebre discorso “Roma, Roma sola deve essere capitale d’Italia” e fa votare al Parlamento la designazione di Roma come futura capitale del Regno. Ma il progetto di Cavour non è attuabile senza il consenso della Francia, che dal 1849 tiene un presidio militare a Roma in difesa del papa.

29 agosto 1862 – Garibaldi dalla Sicilia tenta la marcia su Roma, ma l’esercito italiano interviene per non inimicarsi la Francia. Napoleone III è pur sempre il migliore alleato dell’Italia. Garibaldi viene fermato e ferito sull’Aspromonte dall’esercito regolare. Viene fatto prigioniero e mandato a Caprera.

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I volontari trasportano Garibaldi ferito in Aspromonte, di Gerolamo Induno

È chiaro che la Questione Romana va risolta perché condiziona la politica italiana e francese.

15 settembre 1864 – Italia e Francia firmano una Convenzione per normalizzare i rapporti tra lo Stato italiano e lo Stato pontificio. I termini della Convenzione prevedono che la Francia ritiri entro due anni le sue truppe da Roma e, in cambio, che l’Italia si impegni a non attaccare lo Stato pontificio, ma a difenderlo da eventuali aggressioni esterne. Il governo italiano consente inoltre che il papa organizzi un corpo di volontari cattolici a difesa di Roma. Una clausola, inizialmente tenuta segreta, prevede il trasferimento della capitale del Regno da Torino a Firenze, come simbolica rinuncia a Roma. Quando la notizia viene alla luce, a Torino scoppiano tumulti di protesta. I soldati presidiano la città e aprono il fuoco: 52 morti e 137 feriti.

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La strage di Torino in piazza San Carlo il 22 settembre 1864

8 dicembre 1864 – Pio IX pubblica l’enciclica Quanta cura, che conferma l’intangibilità del potere temporale della Chiesa. Il Sillabo, allegato all’enciclica, condanna gli errori dell’era moderna, ed in particolare i principi del liberalismo e del socialismo, ma anche le idee della Rivoluzione francese e del Risorgimento italiano.

Le posizioni intransigenti della Chiesa accelerano il processo di laicizzazione dello Stato, processo già iniziato quindici anni prima nel Regno Sardo con le Leggi Siccardi.

2 aprile 1865 – Il nuovo Codice Civile toglie ogni effetto al matrimonio religioso.

7 luglio 1866 – Vengono soppressi gli Ordini e le Congregazioni religiose ritenute inutili per la vita spirituale degli Italiani. Il demanio statale incamera i beni degli enti soppressi.

20 giugno – 12 agosto 1866 – La Terza Guerra d’Indipendenza svuota le casse dello Stato, con un costo totale di 800 milioni di lire.

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Terza Guerra d’Indipendenza. 20 giugno – 12 agosto 1866

15 agosto 1867 – Per far fronte al grave disavanzo post bellico, pari a 721 milioni di lire, lo Stato mette in liquidazione tutto l’asse ecclesiastico.

La grande borghesia terriera si accaparra a prezzi stracciati la maggior parte degli edifici e dei terreni. I grandi latifondi, privatizzati, vengono recintati. Spariscono le terre di uso comune, insieme ai diritti di pascolo, di legnatico e di erbatico. Si aggrava la miseria dei contadini già poverissimi.

3 novembre 1867 – Garibaldi mette in atto un nuovo tentativo di occupare Roma. Nella battaglia di Mentana le truppe francesi e pontificie costringono i garibaldini a ripiegare.

30 gennaio 1868 – La Santa Sede decreta il NON EXPEDIT, cioè NON CONVIENE ai cattolici partecipare alla vita politica. Il NON EXPEDIT ha come conseguenza la laicizzazione della politica.

8 dicembre 1869 - Pio IX apre il Concilio Vaticano I, durante il quale proclama il dogma dell’infallibilità del papa.

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Il Concilio Vaticano I, 8 dicembre 1869

19 luglio 1870 – La Francia dichiara guerra alla Prussia.

20 agosto 1870 – Napoleone III richiama in patria tutti i militari stanziato a Roma.

1 settembre 1870 – Nella tragica battaglia di Sedan la Prussia infligge una dura sconfitta alla Francia e Napoleone III si consegna prigioniero con tutto il suo esercito. La resa della Francia apre all’Italia la strada per Roma.

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Il generale Reille consegna la lettera di resa di Napoleone III al re Guglielmo I dopo la battaglia di Sedan, dipinto di Carlo Steffeck, 1884

Falliti i tentativi diplomatici per una soluzione pacifica, iniziano i preparativi militari.

10 settembre 1870 – Un esercito di 50.000 uomini passa il confine dello Stato pontificio, dirigendosi su Roma. Fallite anche le trattative di resa, l’esercito italiano passa all’attacco della città.

20 settembre 1870 – La Breccia di Porta Pia consente alle truppe italiane di entrare in Roma. Pio IX si rinchiude in Vaticano e si dichiara prigioniero politico. Per quasi sessant’anni i suoi successori non usciranno dai palazzi vaticani.

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Breccia di Porta Pia, olio su tela di Carlo Ademollo, Museo del Risorgimento di Milano

Con la presa di Roma finisce il potere temporale della Chiesa.

2 ottobre 1870 – Con un plebiscito Roma e il Lazio vengono annessi al Regno d’Italia

3 febbraio 1871 – il Parlamento vota la legge per il trasferimento della capitale del Regno da Firenze a Roma.

13 maggio 1871 – Viene votata la Legge delle Guarentigie, per regolare i rapporti tra Stato e Chiesa. Le garanzie per il papa sono le seguenti:

  • Inviolabilità della persona del pontefice
  • Diritto a tenere guardie armate
  • Indipendenza tra Stato e Chiesa
  • Extraterritorialità dei palazzi del Vaticano
  • Dotazione annua di 3.225.000 di lire

Pio IX rifiuta l’accordo.

2 luglio 1871 – Vittorio Emanuele II entra solennemente in Roma e si stabilisce al Quirinale.

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Il Palazzo del Quirinale per trecento anni fu la residenza stabile di trenta papi. Dal 1871 è stata la sede ufficiale dei re d’Italia e dal 1946 del Presidente della Repubblica

10 novembre 1874 – Pio IX ribadisce il Non Expedit.

13 luglio 1886 – Leone XIII precisa che il Non Expedit comporta anche il divieto di fare politica.

Negli anni in cui la Chiesa si batte strenuamente contro la laicizzazione dello Stato e per la difesa dei propri privilegi in Italia diventa sempre più grave la Questione sociale.

Lo sviluppo industriale provoca una diffusa miseria tra la popolazione. Gli imprenditori speculano sulla povertà dei lavoratori, obbligandoli a condizioni di lavoro durissime. Nelle campagne e nelle città la gente soffre la fame, la mortalità infantile sale alle stelle, cresce di anno in anno l’emigrazione.

Il movimento socialista organizza agitazioni di lavoratori agricoli e industriali. Si afferma lo sciopero come strumento di protesta di massa. Si costituiscono le Società operaie di Mutuo Soccorso.

Nel 1882 nasce il Partito Operaio Italiano, che dieci anni dopo diventa Partito Socialista Italiano.

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Simbolo del Partito Socialista Italiano

La Chiesa, con la sua politica del NON EXPEDIT, rischia di essere completamente tagliata fuori dal dibattito sociale. Col nuovo secolo, di fronte all’ascesa del movimento socialista, le autorità ecclesiastiche ammorbidiscono la loro posizione e si assiste ad una progressiva distensione

Nel 1905 Pio X autorizza i cattolici a partecipare alle elezioni amministrative.

Nel 1913 il papa consente ai cattolici di partecipare anche alle elezioni politiche, sia come elettori, che come candidati.

Nel 1919 Benedetto XV abroga ufficialmente il Non Expedit. Nasce il Partito Popolare Italiano di ispirazione cattolica. Il partito di don Luigi Sturzo rappresenta per i cattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica.

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Don Luigi Sturzo (1871-1959) fondatore del Partito Popolare Italiano

Il movimento cattolico fonda le sue Società di Mutuo Soccorso e le Casse Rurali. Le ACLI e le Associazioni Popolari Cattoliche si diffondono rapidamente in tutta Italia. All’inizio degli anni Venti il Partito Popolare Italiano, il Partito Socialista Italiano e poi il Partito Comunista Italiano, ognuno con le proprie posizioni politiche, si pongono come obiettivo la tutela dei diritti dei lavoratori.

Poi le leggi fascistissime cancellano ogni forma di attività politica.

11 febbraio 1929 – Con la firma dei Patti Lateranensi avviene la Conciliazione tra Stato e Chiesa:

  • La Santa Sede riconosce lo Stato italiano con Roma Capitale
  • Lo Stato italiano riconosce alla Santa Sede la sovranità sul Vaticano
  • La religione cattolica è riconosciuta come religione di Stato e diventa materia obbligatoria di insegnamento scolastico
  • Il matrimonio religioso acquisisce effetti civili

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Firma dei Patti Lateranensi. Il cardinale Pietro Gasparri rappresenta la Santa Sede, Benito Mussolini il governo del Regno d’Italia.

L’accordo dei Patti Lateranensi verrà rivisto solo 55 anni dopo.

18 febbraio 1984 – La Repubblica italiana e la Città del Vaticano firmano il Nuovo Concordato, con cui:

  • La religione cattolica NON è più riconosciuta come religione di Stato
  • L’ora di religione a scuola diventa facoltativa
  • Per il sostentamento della Chiesa viene introdotto l’8 per mille

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Firma del Nuovo Concordato, accordo siglato dal cardinale Agostino Casaroli, segretario di stato della Santa Sede, e Bettino Craxi, Presidente del Consiglio del governo italiano.

Oggi la Chiesa ha piena libertà di organizzazione. L’Italia è uno stato laico.

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Il celebre motto di Camillo Cavour