PREMIO CAMILLO CAVOUR 2026: ERNESTO OLIVERO FONDATORE DEL SERMIG
Alle radici dell’Italia Unita nata dal concorso tra società religiosa e società civile, tra cattolicesimo e liberalismo con la scesa in campo di persone straordinarie: Cavour, Adele Alfieri, Garibaldi, Sella, Don Bosco, Giulia di Barolo, Maria Mazzarello, Enrichetta Dominici, Rosmini, Manzoni….
E’ un’occasione che sarebbe un peccato perdere.
Sia per la Chiesa, sia per lo Stato. Era in gestazione da quattro anni. Segno di una vissuta e attenta programmazione triennale. Avviata nel 2024 dalla commemorazione del 6 giugno tenuta da Roberto Bizzocchi, Professore dell’Università di Pisa, dal titolo “Come i Promessi Sposi hanno fatto gli Italiani”. Proseguita il 6 giugno 2025 con la conferenza intitolata “Il contributo dei Cattolici all’Unità d’Italia” di Agostino Giovagnoli, editorialista di “Avvenire” il giornale della CEI, professore emerito dell’Università del Sacro Cuore. Dal 2024 in avanti numerosi sono stati i momenti di approfondimento della tematica. A Grinzane Cavour, negli incontri on-line, in articoli, incontri, lezioni e cerimonie. Compresa quella della posa della Statua di San Giuseppe Marello, Santo Sociale di Asti, in quel di San Martino Alfieri il 23 marzo 2025.
La preparazione dimostra la validità della programmazione. Del resto questo è uno dei Premi tra i più complessi da assegnare. Tra i più carichi di significato. Tra i più interessanti a cui partecipare perché tocca pregiudizi e corde sensibili della cultura italiana e europea. Tra i più divertenti perché va oltre i luoghi comuni.
Con il Premio la Fondazione Camillo Cavour e l’Associazione Amici riconoscono Ernesto Olivero e il SERMIG tra i continuatori delle opere realizzate nel Risorgimento dai Santi Sociali nell’Ottocento e proseguita nel Novecento. Un’attività figlia della riforma cattolica del XVI secolo che oggi viene portata avanti in Italia e nel Mondo anche da tante altre organizzazioni laiche e religiose. Di fatto il Premio valida il ruolo fondamentale svolto dai cattolici nella realizzazione dell’Italia Unita. In particolare nella decisiva costruzione dello stato sociale. E’ il riconoscimento implicito del coinvolgimento del popolo, tramite una parte sostanziale della Chiesa, che va oltre la lettura che attribuisce solo ad una ristretta élite formata da nobili, militari, massoni il compimento del Risorgimento.
Nel 2026 i Cavouriani aprono la porta alla ricerca e a letture più puntuali su chi ha fatto l’Italia Unita e sull’operato degli antenati risorgimentali. In particolare su quel 99 % di italiani cattolici, principalmente contadini e artigiani protagonisti dei sacrifici e dei lavori che hanno accumulato la ricchezza dell’Italia. I veri creatori del gruzzolo usato per investire nella scuola, nella sanità, nell’assistenza agli anziani e ai bambini abbandonati, nel ricovero dei bisognosi e dei disgraziati, nella formazione professionale dei giovani, nelle strade, nei porti, nelle ferrovie, negli ospedali, nei sanatori.
A Santena domenica XX settembre si apre una porta per andare oltre i pregiudizi sedimentati da letture storiografiche fatte al tempo dell’Unità d’Italia e via via alla fine Ottocento, all’inizio Novecento, nel periodo Fascista, nel post-fascismo e fino a questo nuovo Millennio.
Adesso si vuole guardare alle radici da cui è nata la solidarietà tra un popolo investito dai cambiamenti indotti dalla rivoluzione scientifica, tecnica, demografica e istituzionale che ha favorito la nascita dello Stato sociale così come oggi lo conosciamo.
Uno stato moderno, nato dal confronto tra cattolicesimo e liberismo. Figlio di una tradizione millenaria che nell’Ottocento ha visto i Cattolici creare l’Italia Unita e nel Novecento, dopo le due Guerre Mondiali, realizzare l’Europa Unita.
L’ingresso alla cerimonia del XX Settembre nel Castello Cavour di Santena alle ore 15,30 è libero e gratuito. La prenotazione va fatta al n. di telefono 011.597373.
Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 17 settembre 2026.