Valerio, Lorenzo a Cavour, Camillo Benso di 1860-02-03 #4031
- Mittente:
- Valerio, Lorenzo.
- Destinatario:
- Cavour, Camillo Benso di.
- Data:
- 03 Febbraio 1860.
Confidenziale
Como 3 febbraio 1860
Illustrissimo Sig. Ministro,
Con lettera d'ufficio le ho spedita una particolareggiata narrazione del come sono procedute le elezioni in questa provincia. Sovra 525 comuni, 515 sonsi costituitti regolarmente, e questo risultato, dovuto forse alle buone disposizioni date, è certamente dovuto in massima parte alla vivace intelligenza di queste popolazioni.
Nella stessa lettera di ufficio le ho proposta la conferma dei podestà e sindaci di Varese e di Lecco e la nomina del cav. Perti a sindaco di Como. In essa le dissi il perchè io ed il cav. Micono proponemmo il Perti; mi permetta ora che le dica in breve il perchè non le ho proposta la conferma del podestà di Como. Questo signore si offrì spontaneo all'officio di podestà quando tutti vi si rifiutavano, perchè era aspettato l'imperatore Francesco Giuseppe a cui il nuovo podestà, precedente al Sebregondi chiamato a podestà di Milano, avrebbe dovuto, come avvenne, inchinarsi. Il dr. Castiglione era inoltre costante commensale dell'arciduca Massimiliano a Monza, e quando Garibaldi lasciava Como per recarsi alla spedizione di Luino, ed Urban minacciava di irrompere il podestà seguiva l'esempio del regio commissario Venosta ed abbandonava la città, mentre invece il Perti assumeva spontaneo la somma delle cose, ispirando la fiducia nei cittadini, apprestava la difesa e dava il tempo a Garibaldi di rioccupare la città salvandola così dalla temuta rovina. Delle molte, forse troppe, croci distribuite alla venuta del Re a Como, quelle date a Perti ed al Guaita ottennero sole il voto universale. Aggiunga che il comune di Como è oberato di debiti, in difficile situazione per la stagnazione delle sue manifatture seriche, ed abbisogna quindi di un'abile e forte amministratore, locchè non è e non fu certamente il Castiglione, il quale fu tra gli ultimi nominato tra i consiglieri e sarebbe stato ommesso del tutto senza una transazione fatta perchè il partito liberale non si scindesse in due parti Ora mi permetta che la preghi, sig. Ministro, di procedere subito alla nomina dei tre sindaci dei capiluogo di circondari Como, Varese e Lecco per potere ottenere una pronta e buona nomina di assessori municipali.
Io mi penso che Ella, Sig. Ministro, desidererà di conoscere la verità sul matrimonio del generale Garibaldi. Eccola. Quel matrimonio fu una disgrazia, non una vergogna. Il giorno dopo degli sponsali, a cui io assistevo come amico e padrino dello sposo, un marchese Rovelli, cugino della sposa, e presente al matrimonio, diceva di madamigella Raimondi orrori che poneva per scritto. Garibaldi se ne partiva sdegnoso, la sposa adirata rifiutava di giustificarsi ed ora si dovrà procedere ad una separazione amichevole, cioè senza liti e senza scandali, a meno che il tempo non conduca ad una conciliazione. Certo da parte della sposa furonvi leggerezze, ma avrebbe potuto dar la mano al sig. Caroli, brillante e giovane ufficiale, ricco di più millioni, di cui la si vuole amante e che pochi giorni prima veniva a fargliene domanda. Essa invece si faceva sposa a Garibaldi, locchè rende inverosimili i sospetti che si vanno spargendo e che la condotta disordinata di quella disgraziata famiglia fanno [sic] apparire veri.
Le compiego qui un esemplare dell'annuario di Como che le manda il tipografo Ortinelli, e mi raffermo co' distinto ossequio
Suo obb. servitore
Lorenzo Valerio
- Nomi citati:
- Lorenzo Valerio, Perti, Micono, Francesco Giuseppe, Sebregondi, Castiglione, arciduca Massimiliano, Garibaldi, Urban, Venosta, Guaita, Rovelli, madamigella Raimondi, Caroli, Re, Ortinelli.
- Toponimi citati:
- Como, Varese, Lecco, Milano, Monza, Luino.