GEN
31
1860

Pepoli, Gioachino Napoleone a Cavour, Camillo Benso di 1860-01-31 #4004


Mittente:
Pepoli, Gioachino Napoleone.
Destinatario:
Cavour, Camillo Benso di.
Data:
31 Gennaio 1860.

                                                                                                           31 gennaio 1860

      Carissimo Amico,
      Non ho neppur visto l'Imperatore: egli però mi ha fatto dire mediante Conneau che mi vedrà volentieri: aspetto dunque i suoi ordini, ma intanto conosco ciò che egli pensa e ciò che egli vuole.
      Domani vedrò Touvenel dal Principe a pranzo: mi dicono che è ben disposto.
      Spedisco Armando Farini colla lettera del Principe che non ho vista né ieri né oggi essendo io malato: mi scrive che urge abbiate la lettera prima del tre.
      Eccovi in breve la conversazione avuta con Napoleone.
      La questione non sta nelle Romagne, nei Ducati, sta nella Toscana. L'annessione dei primi tre stati rientra nel programma di un regno forte italiano; varcare l'Appennino è accettare francamente il progetto dell'unità italiana: ora questo progetto è difficilissimo ad attuarsi, e Francia non lo vuole accettare e molto meno intende farlo subire alle altre Potenze.
      Il concetto che voi avevate che la Francia garentisse Lombardia e Piemonte e che lasciasse il Piemonte battersi sul Po, non lo trova ammissibile: ciò equivale alla guerra e Francia non è disposta a ritentare nuovamente la guerra.
      Oltre a ciò dubita che le nostre giovani truppe anche unite alle forti schiere piemontesi bastassero a respingere un numero doppio d'invasori.
      Trova pessima la soluzione dei deputati forzando la porta del Parlamento, parceque l'annexion doit se faire par le haut et non pas par le bas, e crede quindi necessario trovare la soluzione prima di quell'epoca.
      Egli stima indispensabile in ogni caso di consultare le popolazioni col suffragio universale e farlo subito per decreto del Re.
      Infine la soluzione che gli pare ecqua [sic] accettabile per tutti sarebbe:
1°. Annessione di Nizza e Savoia mediante suffragio universale.
2°. Annessione delle Romagne, Modena e Parma mediante suffragio universale.
3°. Influire lealmente perchè la Toscana accetti per principe o il figlio del duca di Genova o il principe Eugenio.
      Io non ho dissimulato al principe la difficoltà ed i pericoli di questa soluzione e che per proporla ci vuole grande ardire e grande coraggio.
      Per giudicare, se ella è accettabile si debbe porre la questione in questa modo.
      L'annessione della Toscana conduce essa alla guerra?
      Se conduce, alla guerra, la Francia è essa pronta a sostenerci?
      Se la Francia retire son épingle dujeu conviene altamente preoccuparsi dell'avvenire e non compromettere ciò che si può ottenere, e che assicura dans un avenir plus ou moins rapproché le sort de l'Italie.
      In quanto al progetto di una dinastia francese al centro d'Italia, essa è completamente abbandonata. Io dissi al principe parermi che per fare accettare dalla Francia cattolica la politica imperiale bisognava che le spoglie del Papa non arricchissero un principe imperiale, e senza le Romagne la Toscana è troppo angusto campo ad uomo d'ingegno e a un cugino dell'Imperatore di Francia, a un Bonaparte. Paremi dividere completamente queste idee. In quanto al paese, esso non è simpatico all'annessione. Vi pregherei, date a Farini mie notizie e credetemi votro aff.
                                                                                                                            Pepoli

divisore
Nomi citati:
Gioachino Napoleone Pepoli, Imperatore, Conneau, Principe, Touvenel, Armando Farini, Re, Farini, Imperatore di Francia, Papa, principe Eugenio, figlio del Duca di Genova.
Toponimi citati:
Francia, Toscana, Piemonte, Po, Romagne, Lombardia, Italia, Nizza, Appennino, Savoia, Modena, Parma.

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