GEN
28
1860

Farini, Luigi Carlo a Cavour, Camillo Benso di 1860-01-28 #3975


Mittente:
Farini, Luigi Carlo.
Destinatario:
Cavour, Camillo Benso di.
Data:
28 Gennaio 1860.

                                                                                                                 Bologna, 28 -1860

      Caro amico,
      Ebbi dal Minghetti le notizie che desiderava: il Fanti avrà date a voi quelle che risguardano le nostre truppe.
      Vi mandai ieri la copia di una lettera di Ancona. Le notizie che recava sono certe. Or voglio dirvi, che ad Ancona è console per l'Inghilterra un Gaggiotti Romano, uomo per le qualità sue spregevole, per opinioni clericali maleviso, per amicizie e pratiche con ufficiali austriaci dannoso. Ponete modo, vi prego, a farlo levar di là. È danno e scandalo che un agente d'Inghilterra sia strumento di Roma e dell'Austria.
      Nelle Marche e nell'Umbria gli animi sono sollevati, e si preparano a pigliar l'armi. Pensando io che una rivoluzione colà prima della annessione di queste Provincie, sia da evitarsi perchè metterebbe il mio Governo in condizione difficile e potrebbe accrescere le difficoltà generali, vado consigliando la pazienza. Ma l'arrivo continuo dei mercenari che Roma importa da ogni parte dà stimolo al pronto operare, facendo i Marchigiani ragione, che se crescano le forze che li tengono in briglia diventi poi impossibile il romperle. Ond'è che sto veramente, in pensiero di quello che possa da un dì all'altro accadere, e ve ne scrivo perchè pensiate ai probabili casi, e mi diciate il vostro parere.
      Qui i preti si affannano a fondar sodalizi nuovi, a far collette, a mandar attorno esploratori, ma non fanno frutto. Ma la cospirazione è flagrante, e ne ho documenti.
      Ho detto a Minghetti che vi scriva più a lungo. Io non ho tempo. Scrivetemi qualche volta.
                                                                                                                              Farini

[annesso]
      Alle ore tre pomeridiane del giorno 21 giungevano in Ancona procedenti da Roma 400 soldati indigeni comandati dal tenente colonnello Lazzarini. Dicevasi che tali truppe dovessero rimpiazzare altrettanti Svizzeri destinati per Roma, ma la partenza di questi ancora non si verifica, ed i fornitori non ne sanno cosa alcuna. Lo spirito delle truppe venute sembra pieghevole e sperasi che alla circostanza risponderanno al desiderio che si è loro espresso in alcuni proclami che sono stati distribuiti.
      Ieri 22 fu terzo giorno di triduo al Duomo e la Chiesa non potè capire il gran numero de' devoti di ambedue i partiti. La pastorale vescovile avea chiamato preti, frati, soldati, gendarmi travestiti, poliziotti, spie e pochi contadini: la pastorale dell'Episcopato liberale avea fatto radunare la parte più eletta del paese nonché la buona classe media e l'onesto popolo. La signora contessa Fazioli, moglie del nostro gonfaloniere ora emigrato, avea invitato in sua casa tutte le mogli, figlie e parenti degli emigrati d'ogni classe e di là tutte insieme quasi processionalmente si sono recate alla Cattedrale. I preti non potranno sostenere che questa scelta di Signore e buone cittadine insieme alla folla di quelli che si vedono ben di rado alle grandi feste della Chiesa, siasi portata a pregare per la conservazione del governo temporale dei Papi.
      Le preghiere della Chiesa scritte per la circostanza riassumevano i fatti di Pio VI e Pio VII e le presenti afflizioni di Pio IX con allusioni abbastanza marcate per i suoi nemici, tra i quali in senso sacerdotale non è certamente ultimo Napoleone III. Ciò che ha destato una generale indignazione ne' buoni è stata la presenza a questo triduo ed a queste preghiere e nel primo e nel terzo giorno del signor De Courcy, console francese. Che questo signore fosse più canonico che console, che avesse più aspirazioni verso il Papato che verso l'impero, Ancona il sapea, ma che ripetutamente si portasse ad una funzione ecclesiastica nella quale o direttamente o indirettamente si accusava il suo Imperatore come causa degli affanni della Chiesa, e si pregava che i progetti dell'Imperatore finissero dispersi al vento, questo è ciò che Ancona non si attendeva. Sarebbe molto opportuno che questo signore venisse cangiato di posto e che lo stesso avvenisse del vice console d'Inghilterra, il quale per devozione servile alla Santa Sede non è secondo a quello di Francia.
      Oggi 23 alle ore 3 ½ pom. sono invitate tutte le autorità e tutti gli impiegati ad un quarto giorno di preghiere, ossia ad un riassunto del Triduo già compiuto, perchè sembra che le Autorità mettan molto peso in simili dimostrazioni. Anche il partito liberale si propone d'andarvi in folla e vedremo come finiranno queste preghiere fatte con tanto diverse intenzioni.
      Il capitolo del Duomo, dietro ordine del vescovo, ha fatto e sta ora sottoscrivendo un indirizzo al Papa. Il clero è in pieno lavoro, ma speriamo ch'anderà fallito nelle sue mire.
      Si attende con ansietà la posta di Roma per sentire la conferma della dimostrazione di cui jeri fu dato un cenno. In quanto al resto delle sovra esposte notizie come di quelle del numero precedente, può garantirsene la scrupolosa verità.
      A Jesi, nella notte dal 21 al 22 furono imbrattati tutti gli stemmi pontifici di quella città, non escluso quello del corpo di guardia sopra la vigilante sentinella. Si sono dovute calare le armi per nettarle. Il corpo dei carabinieri che colà risiede è in sulle furie, ma nulla si è scoperto. Anche questa è notizia certa.

divisore
Nomi citati:
Luigi Carlo Farini, Minghetti, Fanti, vice console d'Inghilterra, contessa Fazioli, Gaggiotti Romano, Lazzarini, Napoleone III, Pio VI, Pio VII, Pio IX, De Courcy, Imperatore, Papa.
Toponimi citati:
Bologna, Ancona, Inghilterra, Francia, Roma, Austria, Marche, Umbria, Jesi.

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