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22 Settembre 1831
Nasce a Torino Giuseppina, figlia del marchese Gustavo Benso di Cavour
22 settembre 1831 nasce a Torino Giuseppina, figlia del marchese Gustavo Benso di Cavour, fratello maggiore di Camillo.
La marchesa Giuseppina Benso di Cavour, era la nipote prediletta di Camillo. Rimasta orfana di madre a due anni, venne cresciuta coi fratelli Augusto e Ainardo dalla nonna Adele, dalla bisnonna Filippina e anche dalla zia Vittoria de Clermont-Tonnerre. Alla loro morte, a diciotto anni, rimase l’unica donna in casa Cavour.
Si era formata una personalità forte che l’aiutò a gestire la casa, a sostenere il padre malinconico e introverso, a far da madre al fratello Ainardo, minore di due anni. Con lo zio Camillo intratteneva vivaci conversazioni e da lui ebbe dimostrazioni d’affetto e di predilezione.
Viene descritta come una giovane di costituzione gracile, ma di carattere fermo, grande bontà e spirito arguto. Fatta propria la lezione delle progenitrici, divenne una donna raffinata, colta e sensibile, molto religiosa, di grandi passioni e di forte interesse per la politica.
Coltivò la sua intelligenza applicandosi allo studio della storia e delle lingue e dimostrando una fervida fantasia. Seguiva con estremo interesse gli eventi collegati agli interessi dell’Italia. Viveva la discussione politica come un bisogno quotidiano.
Essendo l’ultima discendente della grande e nobile famiglia Cavour, la marchesa Giuseppina, figlia di Gustavo, fratello di Camillo, e sorella di Augusto, morto prematuramente nella battaglia di Goito del 1848, aveva unito, sposandosi, gli ideali del Risorgimento italiano all’eredità politica di Vittorio Alfieri.
Giuseppina andò in sposa, nel 1851, al marchese Carlo Alfieri di Sostegno, figlio di Cesare Alfieri cofondatore assieme a Cavour del giornale “Il Risorgimento” e primo ministro costituzionale nel Piemonte del ’48. Dall’unione con Carlo Alfieri nacquero Luisa (1852 – 1921) e Adele (1857 – 1936). Portò in dote terreni, proprietà e un notevole capitale, che il padre Gustavo le aveva assicurato.
Consorte del marchese Carlo prima, poi suocera del marchese Visconti Venosta, marito della figlia Luisa, attraversò fino alla morte, nel 1888, gli anni che condussero l’Italia ad una nuova pagina di storia.
Morto, celibe, il fratello Aynardo nel 1875 (ultimo marchese di Cavour), riscattò dal cugino savoiardo Eugène de Roussy il castello di Santena e gli archivi di famiglia; il palazzo di Torino era stato, invece, venduto. Appassionata custode della tradizione della sua illustre famiglia e della memoria dello zio statista, scelse proprio, seguendone personalmente i restauri, il Castello di Santena come sede degli archivi dei Benso.
Giuseppina si impegnò nella ricerca e nel riacquisto di libri e oggetti a lui appartenuti e a recuperare anche molti degli oggetti e dei mobili che avevano arredato l’appartamento di Palazzo Cavour a Torino, vissuto dal Conte. La marchesa Giuseppina li trasferì avviandone la sistemazione e curando, in particolare, le memorie dello zio Camillo. Riuscì così a radunare in una stanza del Castello di Santena i cimeli dell’amato zio, e tramandarne ai posteri la ricordanza. Nonostante il fratello Ainardo avesse disperso e regalato oggetti e memorie dell’illustre zio, Giuseppina recuperò questo prezioso patrimonio di ricordi, che sono ora conservati nel Castello di Santena. Nel 1876 donò alla Biblioteca civica di Torino altri volumi appartenuti allo zio. Visse sempre secondo il modello della migliore gentildonna italiana, dando esempio di virtù domestiche e civili. Morì a Torino, nel 1888, ed è sepolta a Santena nella tomba di famiglia all’interno del Polo cavouriano.
Fonte e immagine:
Archivio Fondazione Camillo Cavour, Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour, Carla Eandi.