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1850

Accadde oggi

15 Giugno 1850

Muore il marchese Michele Antonio Benso, padre di Camillo


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15 giugno 1850, muore il marchese Michele Antonio Benso, padre di Camillo.

Michele Antonio Benso (1781-1850). Figlio di Giuseppe Filippo Benso e Filippina di Sales, diventa il VII° marchese di Cavour nel 1807.

È ancora bambino quando scoppia la rivoluzione francese, ma a soli sedici anni deve arruolarsi nell’esercito repubblicano francese, che ha occupato il Piemonte e che combatte contro le forze austro-russe per la conquista dell’Italia settentrionale.

Quando nel 1799 gli austriaci sembrano riprendere il sopravvento, Michele - sperando in un ritorno dei Savoia - lascia l’esercito francese e si unisce ad un nucleo dell’esercito sabaudo appena ricostituito. L’illusione è breve perché Napoleone sconfigge a Marengo gli austro-piemontesi e restaura il dominio francese in Piemonte. Michele, temendo ritorsioni, espatria recandosi dapprima in Toscana, poi a Ginevra insieme allo zio Uberto (detto Franchino).

Rientra a Torino solo nel 1802, dopo l’annessione del Piemonte alla Francia, allorché i Benso - come molti nobili piemontesi - si rassegnano a collaborare col nuovo governo consolare di Napoleone, vedendo in lui un tutore dell’ordine e una garanzia contro gli estremismi rivoluzionari.

Nel 1805 sposa Adele, figlia del conte Jean-Gaspard de Sellon, conosciuta durante il soggiorno ginevrino. Dal matrimonio nascono due figli: Gustavo nel 1806 e Camillo nel 1810.

Nel 1808 intanto con l’arrivo a Torino del principe Camillo Borghese e della consorte Paolina Bonaparte, i marchesi di Cavour sono chiamati a far parte della corte imperiale: Michele ha l’incarico di primo ciambellano del principe ed in seguito è nominato barone dell’impero.

Alla caduta di Napoleone, i Savoia tornano sul trono e allontanano dalle cariche pubbliche tutti coloro che avevano collaborato coi francesi; Michele perde la carica di amministratore della tenuta di Lucedio, ex proprietà del principe Borghese, ma nel 1822 ne compra una parte consistente - la tenuta di Leri - che amministra personalmente. Gestisce di persona anche le tenute di Santena, Ponticelli e Trofarello, nonché quella di Grinzane, appartenente alla cognata Vittoria. Il figlio Camillo eredita dal padre le doti di eccellente amministratore.

La diffidenza dei Savoia verso i marchesi di Cavour è di breve durata e il marchese Michele nel 1819 è chiamato a far parte del consiglio municipale di Torino; nel 1833 è nominato sindaco e nel 1835 viene scelto da Carlo Alberto come vicario e soprintendente di polizia, carica che mantiene fino al 1847.Lo stesso Carlo Alberto lo nomina Cavaliere della Gran Croce, decorandolo del Gran Cordone.

Muore a Torino il 15 giugno 1850 ed è sepolto a Santena nella tomba di famiglia all’interno del Polo cavouriano.


Fonte e immagini: Archivio Fondazione Camillo Cavour

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