Accadde oggi
04 Settembre 1838
Muore all’età di 55 anni il Marchese Carlo Falletti di Barolo
Durante l'epidemia di colera di Torino del 1835, organizzò misure di prevenzione e ospedali temporanei per accogliere i malati. Purtroppo, in questo periodo, Carlo Falletti di Barolo, fu anch'egli contagiato, quindi fu ben curato ma portò gli strascichi dell'infezione per gli anni seguenti.
Con la salute sempre più cagionevole, nell'estate 1838, al marchese gli fu consigliato dai medici di recarsi in cura nel Tirolo. Tuttavia durante il viaggio con la moglie, la Marchesa Giulia, le sue condizioni peggiorarono improvvisamente. Una febbre altissima lo colse in una locanda di Chiari, dove egli si ricoverò con la moglie in Provincia di Brescia, e nella notte del 4 settembre 1838 morì.
L’8 settembre la sua salma arrivò a Torino e l’11 settembre avvenne la sepoltura nell'appena costruito e voluto da lui cimitero monumentale di Torino, tuttavia nel 2013 fu autorizzata la traslazione nella Chiesa di Santa Giulia in Vanchiglia, Torino, dove, dal 1899, riposa anche la moglie. A quanto fece in vita per la povera gente, fu altresì nominato Servo di Dio dalla Chiesa cattolica, del quale è in corso il processo di beatificazione. La Chiesa cattolica lo ha dichiarato venerabile, attestandone l'eroicità delle virtù.
Nel 2026 ricorrono i duecento anni dalla sua nomina a Sindaco di Torino, incarico che ricopri per il biennio 1826 – 1827. In tale veste – come riportato dal Dizionario biografico degli italiani edito da Treccani – “si segnalò nella lotta contro il pauperismo, facendosi iniziatore di attività benefiche nella città e nei sobborghi, dando impulso alla creazione di scuole gratuite per i figli dei poveri e all’istituzione di posti gratuiti nella scuola per sordomuti. Nel 1827 contribuì anche all’istituzione della prima Cassa di risparmio in Piemonte.” Con la moglie, fondò nel 1834, a Torino, la Congregazione delle suore di Sant'Anna della Provvidenza.
Del suo impegno per la città, ne è testimonianza anche un dipinto del 1835, opera di Amedeo Augero, presente nella Sala Rossa del Municipio di Torino, la Sala del Consiglio Comunale, in cui viene ricordato il voto alla Consolata per la liberazione dal colera e dove, tra i personaggi ritratti, appare il Marchese Carlo Tancredi. A ricordare quel voto, ancora oggi, è la colonna di granito sormontata da una statua della Madonna, posta davanti al santuario della Consolata.
Fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tancredi_Falletti_di_Barolo