Accadde oggi
05 Febbraio 1852
I fatti che diedero origine al "connubio".
Il 5 febbraio 1852, Cavour fece un grande discorso in Parlamento, fra i suoi più importanti, che fu tutto incentrato sulla difesa della libertà di stampa. Alla Camera era in corso la votazione dell'attuazione dell'art. 25 dell'Editto sulla stampa del 1848, riguardante l’azione penale per il reato di diffamazione a mezzo stampa verso sovrani e capi di governi esteri, sostenuto dal Re Vittorio Emanuele II e da Massimo d'Azeglio. Cavour e Rattazzi si accordano su un comune discorso di risposta da tenere in sede parlamentare.
L'accordo fu sancito da un incontro fra Cavour e il capo del Centrosinistra Urbano Rattazzi, presenti erano Domenico Buffa (mediatore per Rattazzi) e Michelangelo Castelli (mediatore per Cavour). Le basi dell'intesa furono assai semplici: abbandono delle ali estreme del Parlamento, sia di destra che di sinistra, e confluenza del Centrodestra e del Centrosinistra su di un programma liberale di difesa delle istituzioni costituzionali e di progresso civile e politico.
Tale accordo diede origine al cosiddetto "connubio" tra Cavour e Rattazzi. Con “connubio” si indica, nella storia d’Italia, l'accordo politico del febbraio 1852 tra i due schieramenti del Parlamento Subalpino, quello della Destra liberale, capeggiato da Cavour, e quello della Sinistra moderata, guidato di Urbano Rattazzi.
La storica definizione di "Connubio" fu coniata dal deputato di destra Thaon di Revel, allorché Cavour svolse un ruolo chiave nella manovra parlamentare che fece saltare i piani di un governo conservatore guidato dallo stesso Revel. Ciò innescò la rottura dei rapporti fra Vittorio Emanuele II e le forze del conservatorismo clericale.
La legge fu approvata dalla Camera con 100 voti a favore e 44 contrari. I deputati della Destra votarono a favore con quelli del Centrodestra di Cavour; quelli del Centrosinistra e della Sinistra dispersero i loro voti fra favorevoli e contrari. I deputati di questi due ultimi schieramenti decisero infatti singolarmente rispetto al "connubio", in considerazione anche delle dichiarazioni di Rattazzi sulla necessità di combattere la legge (in senso progressista).
Nuovi equilibri andavano, tuttavia, creandosi: ci fu un rimpasto di governo a favore di Cavour e il 4 marzo 1852 il “connubio” dette la prima vera prova della sua consistenza facendo eleggere Rattazzi a vicepresidente della Camera.
Deceduto nel frattempo il presidente della Camera Pier Dionigi Pinelli, il 23 aprile 1852, Cavour promosse la candidatura di Rattazzi anche per la presidenza. L'11 maggio, con notevoli difficoltà, alla terza votazione, Rattazzi fu eletto Presidente della Camera con 74 voti, contro i 52 del rivale Carlo Bon Compagni di Mombello che raccolse i voti della destra, di alcuni della sinistra e quelli degli uomini più vicini al Presidente del Consiglio D’Azeglio.
Costui, si trovava ormai in rotta di collisione con il suo intraprendente ministro Cavour e anche Vittorio Emanuele II sembrò non gradire lo spostamento dell'asse politico verso sinistra. La mattina dello stesso 11 maggio 1852, infatti, il re fece sapere di essere contrario all'elezione di Rattazzi. A questa dichiarazione si aggiunsero il giorno dopo le dimissioni di D'Azeglio.
La coalizione realizzata nel maggio 1852 al Parlamento subalpino tra Cavour e Rattazzi segnò la fine del ministero d’Azeglio e la possibilità per Cavour di costituire quella maggioranza parlamentare che gli permise, una volta chiamato alla presidenza del Consiglio (2 novembre 1852), di attuare la sua politica liberale.
𝘈𝘤𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘨𝘦 𝘥𝘪 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘪 𝘳𝘢𝘧𝘧𝘪𝘨𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘪𝘭𝘭𝘰 𝘊𝘢𝘷𝘰𝘶𝘳, 𝘜𝘳𝘣𝘢𝘯𝘰 𝘙𝘢𝘵𝘵𝘢𝘻𝘻𝘪, 𝘔𝘪𝘤𝘩𝘦𝘭𝘢𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰 𝘊𝘢𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪, 𝘋𝘰𝘮𝘦𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘉𝘶𝘧𝘧𝘢.
𝘍𝘰𝘯𝘵𝘦: 𝘞𝘪𝘬𝘪𝘱𝘦𝘥𝘪𝘢; 𝘈𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘍𝘰𝘯𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘊𝘢𝘮𝘪𝘭𝘭𝘰 𝘊𝘢𝘷𝘰𝘶𝘳; 𝘍𝘰𝘯𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘊𝘢𝘮𝘪𝘭𝘭𝘰 𝘊𝘢𝘷𝘰𝘶𝘳.