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29 Aprile 1857
– Discorso alla Camera sul trasferimento della Marina Militare dal porto di Genova al porto di La Spezia.
Cavour, nel suo discorso alle Camere il 29 aprile 1857, sostenne fermamente che il porto di Genova fosse ormai insufficiente e inadatto ad ospitare sia una grande flotta militare che un crescente traffico mercantile. La Spezia, con il suo golfo naturale e protetto, fu identificata come la posizione ideale per costruire una base navale moderna e sicura, capace di ospitare un arsenale all'avanguardia.
Il Golfo della Spezia, all'epoca un piccolo borgo, rappresentava un luogo più sicuro e controllabile, offriva una conformazione geografica ideale. È un porto naturale protetto dalle colline e si prestava ad essere facilmente difeso rispetto a Genova, che era troppo esposta.
Genova era diventata un porto commerciale troppo trafficato e non offriva più lo spazio necessario per lo sviluppo della nascente Marina Militare, e inoltre a causa dell'instabilità politica e dei moti rivoluzionari che avvenivano a Genova, si temeva che la base navale potesse essere danneggiata o coinvolta.
La Spezia, all'epoca, contava circa 3.000 abitanti. Non era un porto strategico. Non era una città industriale. Era un borgo. Cavour decise che lì sarebbe sorta la principale base navale del neonato Regno d’Italia.
Camillo Benso conte di Cavour, Ministro della Marina, dell’Agricoltura e Commercio, aveva individuato il golfo spezzino come il sito perfetto: acqua profonda, posizione strategica nel Tirreno, spazio per costruire su scala industriale. Alla fine del 1860 affidò il progetto a un ingegnere militare, il Maggiore del Genio Militare Domenico Chiodo, con un mandato semplice: fallo grande. È Chiodo lo fece grande.
I lavori iniziarono nel 1861-1862. Il 28 agosto 1869, l'Arsenale Militare Marittimo della Spezia venne inaugurato ufficialmente. Quello che era stato eretto non aveva precedenti in Italia: 85 ettari di strutture, 6 bacini di carenaggio, oltre 2.600 metri di banchine. Una città nella città, costruita dal nulla.
I contemporanei misero quest'opera sullo stesso piano del Canale di Suez, inaugurato quello stesso anno, il 1869. Due capolavori di ingegneria, due scommesse impossibili, due cose che non avrebbero dovuto esistere e invece erano lì. Cavour comprese strategicamente l'importanza del Canale di Suez per il futuro commercio italiano, sostenendone il progetto negli anni 1855-1856 attraverso l'ingegnere Pietro Paleocapa, nonostante il predominio anglo-francese.
Il Mediterraneo è collegato con l’Oceano Indiano e una linea ferroviaria posta alle spalle del porto di Genova, passando da Alessandria e Torino, e attraverso il nascente Tunnel del Frejus, si congiunge alla rete di trasporto del Nord Europa, fino all’Inghilterra, inserendo il Piemonte nelle rotte globali.
Nel frattempo, la città di La Spezia intorno all'Arsenale esplose. Da 3.000 abitanti a 31.500 nel 1881. A 60.000 nel 1901. L'opera aveva generato una città dove prima c'era un borgo. Operai, tecnici, famiglie, infrastrutture: tutto nacque attorno a quei bacini.
Cavour morì nel giugno 1861, pochi mesi dopo aver dato il via ai lavori. Non vide mai l'Arsenale finito.
Chiodo lo completò comunque.
Un'opera da 40 milioni di lire, costruita su una costa quasi disabitata, paragonata al più grande progetto ingegneristico del suo secolo.
Fonte: Facebook, stralcio post di “Quel che non sapevi”.