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08 Febbraio 1848
Carlo Alberto promette la concessione di una Costituzione
Il re Carlo Alberto di Savoia, l’8 febbraio 1848, annunciò la decisione di concedere lo Statuto Albertino, trasformando il Regno di Sardegna in una monarchia costituzionale. La popolazione, alla notizia, si riversò per le strade della città manifestando il proprio entusiasmo inneggiando al re.
Questa promessa fu una risposta diretta ai moti rivoluzionari del 1848 e alle richieste dei liberali moderati per limitare il potere assoluto della Corona nel Regno di Sardegna, e fu seguito dalla firma e dalla promulgazione effettiva della Carta il 4 marzo 1848.
La Costituzione non fu votata da un'assemblea, ma "concessa" unilateralmente dal sovrano come atto di benevolenza. Ed è un compromesso che accoglie molte delle richieste dei liberali moderati, onde circoscrivere le spinte più innovatrici e radicali.
Con il testo dell'8 febbraio, il Re fissò le basi della nuova forma di Stato, definendo i poteri della Corona: una monarchia costituzionale con due camere, un Senato di nomina regia e una Camera dei deputati elettiva; la tutela di alcune libertà fondamentali, garanzia di diritti politici e civili, libertà di stampa, riunione, associazione.
Unico statuto in Italia a non venire abrogato dopo la fine del biennio rivoluzionario 1848-1849. Una volta realizzata l’unità sotto Casa Savoia, lo Statuto Albertino verrà esteso a tutto il Regno d’Italia, rimanendo sino all'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, il 1° gennaio 1948.
L'evento rappresentò una svolta fondamentale per la storia del Risorgimento italiano.
Accompagna questo scritto un'immagine d'epoca della folla festante.
Fonte M T Museo Torino