Accadde oggi
29 Aprile 1856
Camillo Cavour viene insignito del Collare della S.S. Annunziata
Il 29 aprile 1856 Camillo Cavour viene insignito del Collare della S.S. Annunziata.
L’anno del Congresso di Parigi segna l’approdo di Cavour sul palcoscenico della grande politica internazionale ed è memorabile, ai fini della sua «scommessa italiana». A Parigi, nel 1856, si riunirono i rappresentanti delle potenze vincitrici della guerra di Crimea per negoziare un trattato di pace.
La missione di Camillo Cavour a Parigi costituì un precedente poco gradito alle Grandi Potenze. Nella capitale francese si riunisce il terzo vero Congresso internazionale dopo quelli di Vienna del 1815 e Verona del 1822, essendo il Congresso di Troppau del 1820 – convocato per piegare Napoli – una manifestazione interna alla Santa Alleanza, vista con sospetto dalle Potenze liberali europee Gran Bretagna e Francia. Dal 1647, quando era stata introdotta a Westphalia la prassi di regolare o chiudere le controversie internazionali tramite negoziato, non era mai accaduto che Potenze di rango inferiore partecipassero alle trattative diplomatiche. A Vienna nel 1814-15, solo in ragione del notevole contributo militare fornito alla disfatta napoleonica, era stato possibile aggregare la Prussia alle Grandi Potenze: Austria, Gran Bretagna, Russia e Francia. Viceversa, nel 1856, secondo alcuni plenipotenziari partecipanti al Congresso, il peso del dispositivo militare sardo nella guerra di Crimea appena conclusasi non era tale da giustificare l’invito al Regno di Sardegna.
A seguito di un duro negoziato Cavour riesce a sedere al tavolo delle trattative, sulla base di un ragionevole compromesso. Egli eviterà di prendere la parola in seduta plenaria durante le discussioni sulla libertà di navigazione tra Mar Nero e Mediterraneo, sull’assetto dei Principati Danubiani e su altre questioni di primaria importanza.
Tuttavia, la sua è stata un’astensione affidata al suo prudente apprezzamento, non già derivante da un veto formale opposto dalle Grandi Potenze; tanto che quando il ministro degli Esteri austriaco Karl Ferdinand von Buol tenta di escluderlo da alcune discussioni, si attira una secca replica di Lord Clarendon, ministro degli Esteri della Gran Bretagna. Malgrado le proteste austriache, Lord Clarendon, con l’accordo della presidenza francese, appoggerà la richiesta di dedicare un’intera giornata alla questione italiana. Martedì 8 aprile 1856 il conte di Cavour è il protagonista della Sessione italiana del Congresso di Parigi; e lì ha l’abilità di presentare il problema italiano come grande questione di ordine pubblico internazionale, da risolvere al più presto per evitare il caos in Europa.
Sintetizzando le vedute dello statista, le miopi politiche repressive portate avanti dai governi degli Stati italiani ingrossano le file dell’emigrazione politica, fenomeno, questo, cresciuto a dismisura dopo il 1849. Tale è la politica perseguita dal governo austriaco nel Lombardo-Veneto, dove sequestro dei beni e giudizi statari (inappellabili) si sovrappongono con esiti devastanti; analoga è la miopia dei Ducati Padani di Parma e Modena, Stati sotto l’immediata influenza asburgica; d’altra parte, lo Stato Pontificio che si sostiene con un’amministrazione ecclesiastica che opprime le esigenze di modernizzazione della popolazione civile; mentre, nel Regno delle Due Sicilie non si è placata l’ondata repressiva seguita al fallimento dell’esperimento costituzionale del 1848-49. La risonanza della Sessione di martedì 8 aprile è europea ed ha immediate ricadute nella Penisola dove un Cavour «de-subalpinizzato» viene inteso quale portavoce dell’opinione nazionale italiana.
Il presidente del Consiglio, al suo rientro, a Torino, è accolto trionfalmente.
Il 29 aprile 1856 Camillo Cavour, per i suoi meriti, viene insignito da Vittorio Emanuele II dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata, la massima onorificenza di Casa Savoia, che lo rende “cugino del Re”.