Il nostro Progetto triennale


Progetto: “Alla scoperta e ri-scoperta della nostra storia”

Premessa

Il Risorgimento non fu solo battaglie, guerre e figure eroiche. Risorgimento significò creare le condizioni per superare una determinata situazione che vedeva l’Italia arretrata rispetto allo sviluppo di altri Paesi europei.

Cavour in proposito aveva le idee chiare. Per questo come primo obiettivo affrontò la riforma del Regno di Sardegna introducendo innovazioni nel sistema politico, istituzionale, sociale, economico e infrastrutturale. Da buon agricoltore, amministratore, imprenditore e politico comprese che le trasformazioni in atto nel mercato mondiale richiedevano profonde innovazioni basate sulle moderne tecnologie meccaniche, sulle scoperte scientifiche, sulla finanza e sulla creazione di infrastrutture che cambiavano la società ed elevavano la produttività dei sistemi economici.

Se il Canale Cavour forniva la fonte energetica principale per lo sviluppo della pianura, la ferrovia faceva da volano per la crescita dell’industria pesante e meccanica, favorendo i trasporti e la mobilità di merci e persone. Allo stesso tempo l’allargamento del porto commerciale di Genova collegava il Canale di Suez con la pianura Padana, e quest’ultima - tramite i tunnel ferroviari - con la Francia, la Svizzera, l’Olanda, il Belgio, la Germania e l’Inghilterra.

Da esperto di lavori pubblici comprese quanto fosse importante finanziare e costruire una rete infrastrutturale che, collegando il Regno di Sardegna alle economie europee, affermasse il ruolo egemone dello stato sabaudo sul processo di indipendenza e di unificazione. Cavour e i suoi contemporanei erano coscienti che gli investimenti avrebbero avuto positivi effetti di ricaduta sulle economie locali. La loro visione teneva conto del panorama nazionale e internazionale in cui la grande via costituita dal Mediterraneo assumeva un ruolo fondamentale.

Per l’Italia è un tema del passato, che oggi ritorna di attualità. Il nostro è un Paese con gravi ritardi infrastrutturali che rischiamo di penalizzarlo. Adesso la prima infrastruttura in ordine di importanza è la TAV Lione-Torino-Trieste, guarda caso la replica dell’antica direttrice cavouriana. Una linea che si inserisce in un sistema di alta capacità ferroviaria, che dovrà collegare il Sud al Nord Italia: la Pianura Padana con Genova, il Mediterraneo e il Canale di Suez da una parte e dall’altra con Francia, Svizzera, Germania. Una Linea che - passando nella Pianura Padana tra l’Arco Alpino e il Mediterraneo - collega Portogallo, Spagna, Francia, Torino, Trieste e Paesi dell’Est Europa.

Un sistema che avrà profonde ricadute anche a livello di sistemi territoriali minori con scelte localizzative, logistiche e produttive a cui enti pubblici e imprenditori privati devono prestare attenzione per i benefici che ne possono derivare. Una sfida che riguarda le grandi dimensioni, ma anche i sistemi territoriali più piccoli, come quello di cui fanno parte i nostri Comuni, che sono collocati sulla porta sud della Provincia di Torino e che di questa collocazione geografica hanno beneficiato nel passato. I problemi di mobilità che attanagliano l’area metropolitana torinese e i conseguenti investimenti infrastrutturali, localizzativi e logistici che riguardano l’estensione del sistema ferroviario metropolitano e la chiusura dell’anello tangenziale, sono parte di una dimensione più ampia alla quale guardare per stare agganciati ai processi di sviluppo.

Il Progetto

Il progetto valorizza gli ambienti, il paesaggio e i contesti in cui si sono formati ed hanno agito Camillo Cavour e i suoi contemporanei.

La figura e l’opera del Tessitore sono il filo conduttore per ripercorrere pagine significative della storia d’Italia inserite nel contesto torinese, italiano, europeo e mondiale.

I processi di cambiamento scientifici, tecnologici, sociali, istituzionali, economici, produttivi, commerciali e culturali sono posti in rilievo per illustrare le complessità del quadro internazionale ed interno di metà Ottocento.

La dimensione spazio-temporale del progetto crea l’opportunità di conoscere e approfondire la storia Unitaria. La nascita del nuovo Stato nel cuore dell’Europa e del Mediterraneo è ripercorsa mettendo in luce i problemi e le difficoltà che il Paese dovette affrontare prima e dopo l’Unificazione.

Il carattere divulgativo-didattico e il supporto storico-tecnico garantiscono la fruibilità di un vasto pubblico di studenti, insegnanti e cittadini.

L’orgoglio di essere Italiani

PROGETTO 2018-2021 finalizzato alla ricerca di energie per sostenere le giovani generazioni nella costruzione di un sistema sociale, produttivo, economico ed istituzionale al passo con l’Europa e con i processi di globalizzazione

ovvero

missione e funzione di un sito primario della memoria e della storia patria per la prevenzione e la cura di quel “certo” malessere dell’essere Italiani.

La missione

Organizzare: conferenze, dibattiti, corsi, seminari e manifestazioni finalizzate a promuovere il confronto e la pratica politica nelle dimensioni locale, provinciale, regionale, statale, europea e mondiale.

Divulgare con mostre e iniziative, anche itineranti, la memoria dell’opera svolta dai nostri antenati nella costruzione dell’Italia unita.

Promuovere e valorizzare il patrimonio storico, culturale, paesaggistico, artistico, archivistico di Santena con iniziative e attività che forniscano gli elementi per conoscere l’azione e l’opera dei nostri antenati e per favorire l’integrazione del Castello Cavour con il contesto che lo circonda.

La funzione

Il Castello Cavour è un sito di primaria importanza della memoria e della storia patria, che rafforza e sostanzia l’orgoglio di essere Italiani; una sorta di clinica per la prevenzione e la cura di quel “certo” malessere di sentirsi Italiani, che colpisce molti nostri compatrioti.

Siamo nel luogo in cui la complessità e la straordinarietà della costruzione di uno Stato moderno trovano la dimensione ideale per andare oltre la lagnanza, avendo come riferimento l’azione di uno Statista di livello mondiale e l’opera realizzata dai nostri progenitori.

Nel Castello-Museo sono condensate la vita, le speranze, le opere e le fatiche delle generazioni che ci hanno preceduti: questo è il luogo in cui si intrecciano la cultura agricola, ambientale, alimentare e gastronomica con il sapere artistico, scientifico, tecnologico, industriale, infrastrutturale, agronomico e istituzionale dell’Italia.

Non essendo inserito nei circuiti tradizionali, il Castello ha conservato specificità che altri luoghi hanno perso e ha mantenuto un’integrità che trasmette la sacralità di vite spese per far grande la nostra patria.

L’atmosfera che si respira è unica: siamo nella casa in cui si è formato colui che ha rivoluzionato la storia, inserendo l’Italia, a metà dell’Ottocento, nel cuore dell’Europa, del Mediterraneo e dei processi di globalizzazione.

Il Castello Cavour di Santena è una meta che completa l’itinerario piemontese tra Langhe e Torino e che si integra perfettamente nella dimensione italiana, europea e mondiale.

La visita è suggestiva. Sembra che gli inquilini del Castello-Museo siano presenti nelle stanze in cui passano i visitatori.

Tutto è come allora, ma i temi illustrati sono attuali e concreti. Un luogo vivo in cui, accompagnati dalle guide, i visitatori man mano si accorgono di ripercorrere pagine che comprendono tra i protagonisti i loro progenitori ed essi stessi.

1. Accoglienza e guida gratuita dei visitatori del Castello Cavour

Fin dal 1996 l’attività primaria dell’Associazione consiste nell’accogliere i visitatori del Castello Cavour e guidarli gratuitamente in un percorso storico, paesaggistico, architettonico e naturalistico che valorizza tutti gli aspetti del luogo.

Da oltre vent’anni il Castello è accessibile al pubblico grazie ai Volontari, che tutte le domeniche, sono a disposizione dei visitatori che giungono senza aver prenotato. Le visite per i gruppi su prenotazione sono garantite nei giorni feriali e festivi.

  1. Museo integrato con la città

L’operazione permette di integrare il Castello con il contesto, urbano e rurale, che lo circonda.

L’integrazione punta anche sulla valorizzazione delle attività commerciali esterne al Castello, che fanno da corollario nell’accoglienza, fornendo servizi ai turisti. L’idea è di procedere a cerchi che man mano si espandono nella città, sostanziando la creazione di un museo diffuso, che coinvolge il contesto in cui il Museo Cavour è inserito e di cui è parte costitutiva.

Negli angoli delle strade e delle piazze e nei locali pubblici saranno realizzate installazioni che propongono temi che collegano il Risorgimento ai giorni nostri, in una sorta di riproposizione di quanto realizzato nelle Grandi officine di Torino in occasione del 150° dell’Unità d’Italia.

Opere previste:

  1. Totem illustrativi della storia risorgimentale, in tutti i suoi aspetti
  2. Totem con immagini di Santena ieri e oggi
  3. Murales che richiamano il tema del Risorgimento, dell’Unità d’Italia e dell’Unione Europea
  4. Pannelli informativi di accoglienza posizionati nelle quattro entrate della città

3. Gestione Gemellaggio con Plombières-les-Bains

Nel corso del 2018 il percorso delle proficue relazioni tra la Città di Santena e la Città di Plombières-les-Bains, luogo dello storico incontro tra Camillo Cavour e l’imperatore Napoleone III, ha avuto una nuova evoluzione.

Il gemellaggio tra le due città prevede scambi culturali a più livelli; in particolare si organizzano soggiorni di interscambio tra ragazzi italiani e francesi, e rispettive famiglie, che sono gestiti – per quanto riguarda Santena - dall’Amministrazione Comunale e dall’Istituto Comprensivo.

La Associazione Amici si occuperà delle visite degli ospiti francesi presso il Castello Cavour di Santena, illustrando con video e testimonianze in loco lo stretto legame tra i due Paesi e tra questi e l’Europa.

4. Progetto-Scuola per I.C. di Santena

Il progetto offre l’opportunità a tutti i bambini santenesi di conoscere fin da piccoli i luoghi cavouriani. L’attività si svolge nel parco, nel castello, nel palazzo delle scuderie e nelle aule scolastiche.

Le proposte sono diversificate per fasce d’età.

Ai bimbi della Scuola d’Infanzia raccontiamo “Le favole della nonna di Cavour”.

Con gli alunni della Scuola Primaria svolgiamo attività diverse, come:

con gli allievi della Scuola Secondaria di primo grado:

Lo scopo del progetto è di contribuire a far crescere alunni ed alunne consapevoli del valore del nostro patrimonio cooperando nel formare una generazione di adulti rispettosi e responsabili, in grado un domani di prendersi cura del loro patrimonio storico e culturale .

5. Promozione e diffusione del Progetto-Scuola presso Istituti Scolastici piemontesi e italiani

Il castello Cavour è un sito della memoria patria adatto ad approfondire la conoscenza del Risorgimento da parte degli studenti. Un tema di interesse per la scuola Primaria, le Scuole Secondarie di primo grado e per le Scuole secondarie di secondo grado, in particolare Licei, Istituti professionali e Istituti tecnici con indirizzi: agrario, turistico, alberghiero

Per gli allievi della Scuola Secondaria di Secondo Grado sono proposte esperienze formative mediante l’Alternanza Scuola Lavoro o altra eventuale modalità, sulla base dei progetti e programmi già consolidati negli anni scorsi e attuati con i seguenti Istituti:

I progetti, regolati da convenzioni con gli Istituti, prevedono tra l’altro la formazione sulle specificità e sui prodotti tipici dell’agricoltura del territorio della Zona Chierese-Carmagnole della Città Metropolitana, in primis sull’Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto.

Agli studenti della Scuola Secondaria in generale, che conoscono o studiano il Risorgimento, viene offerto un approfondimento su molteplici aspetti del periodo che portò all’unificazione nazionale e sui risultati delle azioni eroiche di molti nostri compatrioti.

La visita ai luoghi cavouriani può trasmettere ai ragazzi la consapevolezza delle proprie origini, insieme all’orgoglio di essere italiani.

Per gli alunni della Scuola Primaria sono previste attività da svolgersi nel Castello o nel Parco.

Nel Castello si va alla ricerca di “Come si viveva ai tempi di Cavour”: come si vestivano i suoi contemporanei, dove abitavano, come dormivano, cosa mangiavano, come si lavavano, con cosa scrivevano, come si spostavano …

Nel Parco si svolgono attività ludico-didattiche finalizzate alla conoscenza consapevole del paesaggio e dell’ambiente circostante.

Utilizzando la stimolazione di funzioni quali l’esplorazione sistematica, l’orientamento, il confronto, l’ordine, il punto di vista, si passa dal momento giocoso al momento riflessivo, con domande mirate e con metodo cognitivo-metacognitivo.

A fine percorso i bambini verranno aiutati a ripercorrere passo passo l’attività svolta e ad evidenziare le scoperte fatte e le procedure di lavoro, utilizzando schede predisposte per sviluppare gli stimoli proposti.

6. Scuola di Storia Patria “Camillo Cavour”

E’ una “Scuola” gratuita aperta a tutti: ai ragazzi e agli adulti, ai Cavouriani, ma anche agli A-cavouriani e agli Anti-cavouriani. Obiettivo della Scuola di Storia Patria è approfondire i molteplici aspetti del Risorgimento con esperienze e letture capaci di trasmettere le conoscenze utili per la formazione della memoria storica e della consapevolezza delle proprie origini.

Il corso è articolato come segue:

La frequenza prevede il conseguimento di un diploma.

La durata del corso è di 180 minuti, da tenersi - previa prenotazione - al mattino, al pomeriggio e in via eccezionale la sera, a scelta nei giorni feriali o festivi.

La frequenza è gratuita; all’utente è richiesto unicamente un contributo per le spese materiali di 10 euro, comprensivo del biglietto di ingresso, del materiale didattico e del certificato di diploma.

7. Attività integrativa della Scuola di Storia Patria. Cerimonie a carattere nazionali

  • Il 17 marzo, Festa dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. Trattandosi dell’Anniversario dell’Unità d’Italia è naturale che ogni anno la cerimonia si svolga nella Città e nella Casa del principale protagonista del processo culminato con l’Unificazione nazionale
  • 6 giugno di ogni anno: Cerimonia - unica a livello nazionale - di commemorazione di Camillo Cavour nel giorno della sua scomparsa, con conferenza e omaggio alla memoria con prodotti tipici.
  • Il 20 settembre, in coincidenza con l’anniversario della Presa di Roma: consegna del Premio Nazionale Camillo Cavour, cioè la copia in oro dei caratteristici occhiali dello Statista, attribuita a persona che si è distinta per la sua opera in favore della diffusione e dell’affermazione degli ideali che hanno caratterizzato l’azione di Camillo Cavour.

8. Festival dell’orgoglio italiano

Il “Castello” custodisce le memorie cavouriane e punta a diventare un laboratorio permanente di elaborazione e discussione di temi che riguardano il significato di essere Italiani ed Europei oggi, dopo oltre centocinquant’anni di storia unitaria, alle prese con mutamenti che trasformano il sistema sociale, coinvolgendo il lavoro, la produzione di beni, l’erogazione di servizi di pubblica utilità e i principi di uguaglianza, di giustizia e di solidarietà.

Il festival inizia durante il maggio santenese e ha il suo culmine il 6 giugno anniversario della morte di Cavour. Sono previsti incontri con persone del mondo della cultura, del lavoro, dell’impresa, del commercio, dell’arte, delle istituzioni e con esponenti delle religioni. Ogni anno il tema sarà diverso, pur partendo sempre dall’epoca cavouriana. Dibattiti, concerti, incontri con il pubblico collegheranno la memoria dei protagonisti della storia italiana ed europea degli ultimi 150 anni con la ricerca di soluzioni concrete che valorizzino il patrimonio storico e le risorse umane e materiali della comunità e del territorio, le istituzioni e le imprese Italiane, Piemontesi, Torinesi e Santenesi.

Eventi e mostre organizzate nel parco faranno da corollario agli incontri e ai dibattiti. Sono previste:

  • Mostra mercato di piante, in particolare gli ortaggi coltivati nel Chierese-Carmagnolese e fiori.
  • Mostra mercato di erbe e piante officinali

I volontari dell’Associazione Amici e gli allievi della Scuola Media garantiranno visite guidate al parco.

Il festival si chiuderà con un concerto di musica oppure con uno spettacolo di teatrale o altra manifestazione di attrazione da organizzarsi anche in collaborazione con il Comune di Santena e altre Istituzioni.

9. Diffusione della cultura del rispetto ambientale. Parco e Cascina Nuova.

Il parco Cavour e la Cascina Nuova formano un vero Museo a cielo aperto. Un patrimonio che è alla base della nascita dell’agricoltura e dell’allevamento, della storia del paesaggio nel periodo che va dal Settecento fino ai giorni nostri. Un parco e una Cascina storici, con un patrimonio botanico da promuovere, conservare, valorizzare e incrementare.

Un museo non statico in cui gli elementi in mostra sono esseri viventi che nascono, crescono, invecchiano e muoiono. Molti alberi sono plurisecolari, quindi molto fragili.

Le colture orticole, specie quella dell’asparago (PAT) Prodotto Agroalimentare Tradizionale, si sono evolute e trasformate nel corso dei secoli, mantenendo però intatta la funzione di fornire alimenti freschi e di qualità, necessari alla alimentazione umana e animale. Lo spettacolo che oggi abbiamo davanti agli occhi non sarà lo stesso tra cinquant’anni. Per godere ancora a lungo della bellezza del parco, e del paesaggio rurale che lo circonda, bisogna agire su due fronti: conservare, restaurare, innovare proprio come si fa per i beni architettonici.

Tutto ciò è possibile solo se si diffonde la cultura del rispetto e della conoscenza agronomica, paesaggistica e ambientale. Le visite guidate nel Parco Cavour rientrano nel progetto per promuovere, conservare e valorizzare il Parco e la Cascina Nuova. Molti degli alberi presenti nel parco erano già esemplari adulti ai tempi di Cavour.

Durante il percorso evidenzieremo i fatti storici a cui questi alberi hanno assistito. Ma non trascureremo i cenni botanici più interessanti: molti alberi sono parte della storia del territorio e della vita nostra e dei nostri antenati; altri sono un esempio del gusto esotico di fine Settecento. I Benso erano attenti alle tendenze della moda e alla ricerca di novità, rappresentate dall’introduzione di nuove varietà. Avevano un vivaio dedicato alla sperimentazione per le piante che giungevano da paesi lontani. Questo spiega l’abbondanza di esemplari esotici nella flora del parco di Santena.

Attraverso la storia del parco, del roseto della nonna di Cavour, degli alberi più antichi, ripercorreremo le epoche in cui vissero i familiari di Camillo Cavour e i nostri antenati.

Una cura particolare sarà dedicata alla coltivazione degli ortaggi. Coltivazione che oggi è il fiore all’occhiello dell’agricoltura della Zona del Chierese e del Carmagnolese, insieme alla frutticoltura e all’allevamento dei bovini. Orticoltura che a Santena e nel Pianalto ha la sua massima espressione nell’Asparago tipico e tradizionale, la cui coltivazione e innovazione è fortemente legata a Camillo Cavour e alla storia della concimazione. Orticoltura che, grazie alla presenza dell’asparago e all’azione di dei contemporanei di Cavour e dei loro discendenti, si è evoluta e specializzata dando vita al distretto del cibo della Città Metropolitana.

Le risorse del Museo Cavour

L’investimento di risorse dell’Unione Europea, dello Stato, della Città di Torino e della Regione Piemonte, nonché di Fondazioni Bancarie, nella ristrutturazione del Castello Cavour e delle sue pertinenze dimostra l’interesse e l’attenzione delle Istituzioni verso questo sito primario della memoria patria.

Positiva la decisione della Fondazione Cavour di consentire l’accesso del pubblico durante l’esecuzione dei lavori, per constatare come procede la conservazione e il recupero del patrimonio.

Incrementare il numero di visitatori puntando sul turismo culturale è l’obiettivo del progetto con cui l’Associazione Amici riconferma la disponibilità a collaborare con la Fondazione Cavour, la Regione, la Provincia, la Città di Torino e la Città Santena.

Le istituzioni e la Fondazione Camillo Cavour sanno di poter fare affidamento sugli Amici di Camillo Cavour per il governo corrente di questo bene pubblico. A chi è preoccupato di trovare le risorse per gestire l’operazione, va ricordato che il Castello è fonte inesauribile di energie di volenterosi, volontari che gratuitamente sono impegnati nella gestione corrente da decenni, fin dal suo rilancio avvenuto nel 1996.

In prima fila si collocano gli Amici-Volontari, diventati prima guide e poi esperti di accoglienza, promozione, valorizzazione, conservazione e gestione attenta del patrimonio.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott.ssa Giovanna D’Ettore

IL PRESIDENTE Amici della Fondazione Cavour

Giovanni Ghio