"A Carlo Pischedda e a tutti coloro che in modo disinteressato hanno dedicato la loro vita allo studio ed alla divulgazione del pensiero del massimo esponente politico italiano degli ultimi due secoli, Camillo Benso di Cavour".
Dès que j'ai été dans le cas de juger Rousseau par moi-même, c'est-à-dire dès que j'ai pu lire ses livres, j'ai ressenti pour lui la plus vive admiration. C'est l'homme, à mon avis, qui a le plus fait pour relever la dignité humaine, si souvent foulée aux pieds dans la société, dans les siècles passés surtout. Sa voix éloquente a plus que toute autre contribué à me fixer dans le parti du progrès et de l'émancipation sociale. Son Emile surtout m'a toujours [plu] par la justesse de ses vues et la force de la logique; et l'expérience de tous les jours me confirme dans l'opinion que les trois quarts des conseils et des maximes qu'il donne sont excellents (da una lettera del 5 giugno 1833 di Camillo Cavour allo zio Jean-Jacques de Sellon) Cavour, Camillo Benso di (5 giugno 1833)
Il n'y a pas, ce me semble, de quoi s'enorgueillir prodigieusement. Et cependant mes tantes parlent de leur naissance avec la même complaisance que si elles descendaient d'un Montmorency ou un Howard!!! Cavour, Camillo Benso di (11 settembre 1833)
Dans votre aimable lettre vous me demandez quels effets mes voyage produiront sur mes idées et mes opinions. Je crois pouvoir vous répondre d'avance. Je me confirmerai toujours plus dans les maximes de la modération, de sages progrès et des utiles réformes (da una lettera del 14 gennaio 1835 di Camillo Cavour a Jean Frèzet) Cavour, Camillo Benso di (14 gennaio 1835)
J'ai voulu dîner au restaurant de deux francs par tête, j'en ai eu l'estomac dérangé. Il faut que ma tante prenne patience et se résigne à payer plus chers mes dîners (da una pagina del diario di Camillo Cavour del 24 luglio 1837) Cavour, Camillo Benso di (24 luglio 1837)
Mon cher Auguste, Vous avez raison de parler de l'enfer, car depuis que je vous ai quitté je vis dans une espèce d'enfer intellectuel: c'est à dire dans un pays où l'intelligence et la science sont réputées choses infernales par qui a la bonté de nous gouverner (da una lettera del 24 agosto 1843 di Camillo Cavour ad Auguste De La Rive) Cavour, Camillo Benso di (24 agosto 1843)
Gli è perciò che tutti coloro che intrapresero volonterosi la pubblicazione di questo foglio, unanimemente dichiarano che non avrebbero per buono, per veramente utile al paese alcuno aumento di ricchezze, se ai benefici di esso non partecipassero coloro che vi ebbero parte, la massima parte, gli operai.
L'edificio industriale che per ogni dove s'innalza, è giunto e giungerà ancora a tale altezza da minacciare rovine e spaventose catastrofi, se non se ne afforzano le fondamenta, se non si collega più strettamente colle altre parti di esso, la base principale su cui poggia la classe operante col renderla più morale, più religiosa; col procacciarle istruzione più larga, vivere più agiato (da un articolo di Camillo Cavour comparso su “Il Risorgimento” il 15 dicembre 1847)
Cavour, Camillo Benso di (15 dicembre 1847)
Le condizioni economiche di un popolo sono favorevoli quant'è possibile, sempreché il moto progressivo si operi in modo ordinato. Tuttavia l'industria per isvolgersi e prosperare abbisogna a segno tale di libertà, che non dubitiamo affermare essere i suoi progressi più universali e più rapidi in uno Stato, inquieto si, ma dotato di soda libertà, che in uno tranquillo, ma vivente sotto il peso di un sistema di compressione e di regresso (da un articolo di Camillo Cavour comparso su “Il Risorgimento” il 15 dicembre 1847) Cavour, Camillo Benso di (15 dicembre 1847)
La stampa, lo proclamiamo apertamente, è mezzo principale di civiltà e di progresso pei popoli; senz'essa, le società moderne, qualunque fossero i loro politici ordinamenti, rimarrebbero stazionarie, anzi indietreggierebbero (da un articolo di Camillo Cavour comparso su “Il Risorgimento” il 15 gennaio 1848) Cavour, Camillo Benso di (15 gennaio 1848)
Amico quant'altri mai della libertà religiosa la più estesa, io desidero ardentemente di veder giungere il tempo in cui sarà possibile di praticarla da noi, quale essa esiste in America, mercé l'assoluta separazione della Chiesa dallo Stato. Separazione che io reputo essere una conseguenza inevitabile del progresso della civiltà, e condizione indispensabile al buon andamento delle società rette dal principio di libertà. Cavour, Camillo Benso di (26 agosto 1850)
Caro Massimo, Ieri sera l'Imperatore, à brûle pourpoint, mi disse: «Écrivez confidentiellement à Waleski ce que vous croyez que je puisse faire pour le Piemont et l'Italie» (da una lettera del 9 dicembre 1855 di Camillo Cavour a Massimo Taparelli d'Azeglio). Cavour, Camillo Benso di (9 dicembre 1855)