"A Carlo Pischedda e a tutti coloro che in modo disinteressato hanno dedicato la loro vita allo studio ed alla divulgazione del pensiero del massimo esponente politico italiano degli ultimi due secoli, Camillo Benso di Cavour".
19 gennaio 1999
La Stampa
"Santena: 6 incontri intorno al Conte"
ROMA - Erano in tanti ieri all’inaugurazione della mostra storica dedicata a «Cavour e il suo tempo». C’erano politici, giornalisti, storici e un solo vero assente: la Lega. Perché ieri si celebrava lo statista piemontese e la sua opera nell’unire l’Italia.
«A Cavour l’Italia deve l’unità e l’unità è sinonimo di libertà - ricorda il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, presentando la mostra al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -. L’unità nazionale non fu una semplice annessione da parte del Piemonte, o lo fu solo in minima parte, mentre furono estese a tutta l’Italia la libertà di stampa, di parola, di professare la religione che si voleva, libertà allora garantite nel nostro Paese soltanto dallo Statuto albertino. Siamo orgogliosi che il processo di unificazione sia nato proprio in Piemonte».
«I leghisti? Meglio che non parlino di questa mostra perché se lo facessero sarebbe per criticarla», avverte Nerio Nesi, presidente dell’Associazione Amici della Fondazione Cavour che ha prodotto l’evento con l’aiuto della Regione Piemonte nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Nesi si spinge anche oltre. Annuncia che il 6 giugno sarà riaperta a Santena, in provincia di Torino, la tomba di Cavour, alla fine degli interventi di restauro. E invita ufficialmente il presidente della Repubblica ad andare a inaugurarla: «Mai è accaduto che un Presidente non venisse a Santena. Se il Presidente Napolitano verrà si renderà conto che esiste anche un’altra Italia, fatta di persone che credono nell’unità, nei valori del Paese unito e che dedicano il proprio tempo a mantenere in vita questi valori».
La mostra sarà aperta al pubblico da oggi fino al 12 febbraio presso la sede romana della Regione Piemonte in via delle Quattro Fontane. È l’esposizione presente in modo permanente a Santena nel castello dove lo statista è sepolto. «Ora vogliamo portarla in tutt’Italia», dichiara Nerio Nesi. Richieste sono già arrivate dalla Spezia e Reggio Calabria.
«La prima tappa doveva essere Roma, e così finalmente Cavour è arrivato nella capitale», annuncia con orgoglio Mercedes Bresso davanti ai pannelli. In realtà Camillo Benso conte di Cavour a Roma non ha mai messo piede, pur avendo ricoperto il ruolo di primo presidente del Consiglio. «La indicò come capitale ideale chiedendo ai suoi concittadini torinesi di sacrificare l’orgoglio in nome dell’unità nazionale», ricorda Nerio Nesi. «E, quindi, abbiamo voluto portare questa mostra innanzitutto a Roma, perché Cavour appartiene all’Italia intera. Il suo sogno era quello di riunire questo Paese, ma non abbiamo dimenticato che lui stesso, nell’ultimo discorso che fece alla Camera a Torino, disse che l’Italia non sarebbe potuta nascere senza Roma capitale».
La mostra ha quindi preso il via ieri a pochi passi dal Quirinale e dai palazzi del potere, e racconta la vita e l’azione del primo ministro piemontese, inserita nel contesto storico dell’Italia e dell’Europa. In trenta pannelli a colori di grandi dimensioni, accompagnati da un cd, ci si cala nell’Ottocento con molte informazioni e curiosità dalla epopea napoleonica alla Restaurazione, dai moti liberali alle guerre di indipendenza e all’impresa dei Mille. L’esposizione ricorda anche i contemporanei di Cavour: politici ed economisti, religiosi, filosofi, scrittori, musicisti e artisti. A visitarla insieme con il Presidente della Repubblica, nella giornata di ieri, sono stati Emma Bonino, Valerio Zanone, Fabrizio Del Noce, Giovanni Minoli, Paolo Peluffo, Claudio Donat-Cattin. (leggi l'articolo)